Le Cajettes piemontesi sono un piccolo scrigno di sapori e storia contadina.
Tra le valli alpine del Piemonte, soprattutto nella zona della Valle di Susa, Val Chisone e delle valli occitane, sopravvive questa ricetta antica, semplice e profondamente legata alla terra e alla cultura occitana.
Questi grandi gnocchi rustici, nati a Rochemolles, frazione di Bardonecchia vantano una storia che risale all’Ottocento, quando venivano preparati con pane raffermo. Nel corso degli anni, la ricetta ha subito modifiche, e ora è apprezzata anche nella versione con patate.
Le diverse denominazioni, Cajettes, Calhëtte o Cahiettes o Cabiette, individuano altrettante ricette che si differenziano proprio dagli ingredienti tipici di una valle o delle zone specifiche. Le ricette poi venivano tramandate di famiglia in famiglia con tutte le varianti che le caratterizzavano e che le rendono “quella originale” su tutte le altre.

Anche se nel corso del tempo il pane raffermo è stato sostituito con una base di patate grattugiate, verdure (come erbette, spinaci, o verza), cipolla e salame, pancetta o salsiccia, le Cajettes restano comunque un autentico simbolo della cucina povera montanara. Niente fronzoli, solo ingredienti di recupero e tanto sapore.
In tempi passati, erano cucinati durante l’inverno o nei giorni di festa, bollite nel brodo e servite semplicemente con del burro fuso.

Un piatto che racconta la montagna: le Cajettes non sono solo cibo, sono memoria. Rappresentano il legame profondo tra le genti di montagna e la loro terra, dove nulla andava sprecato e ogni piatto raccontava storie di lavoro, famiglia e stagioni.
Oggi le cajettes stanno tornando sulle tavole grazie a chi ama riscoprire i sapori autentici e le tradizioni locali. Gustarle è un viaggio nel tempo, tra i profumi dei focolari e i racconti dei nonni.

Una curiosità: Le cajettes sono state recentemente protagoniste di un festival a loro dedicato. È arrivato alla terza edizione e si svolge a Claviere – paesino fra la Francia e l’Italia – nel mese di luglio. Inutile dire il grande successo perché, dove la tradizione parla, il pubblico apprezza.
Ho preparato le Cajettes nella versione con patate crude, salsiccia e verza condite con una cremina di burro fuso e formaggio per l’appuntamento mensile con l’Italia nel Piatto.
Per le cajettes (circa 30) 800 gr di patate (possibilmente di montagna) 1 cipolla 200 gr di salsiccia privata del budello e sbriciolata 100g verza (a piacere) tritata finemente 1 uovo 40-50 g di farina Toma locale o Parmigiano grattuguato noce moscata sale e pepe Per il condimento Burro q.b. Parmigiano q.b. Toma locale Grattugiate le patate crude con una grattugia a fori larghi. Una volta grattugiate, raccogliete le patate in un colapasta e lasciatele scolare per una mezz'ora, in modo tale da eliminare l’amido in eccesso. Trasferite le patate grattugiate in un canovaccio e strizzatele per bene. Tritate la cipolla, sbriciolate la salsiccia e fate rosolare in una padella con un filo di olio. Raccogliete le patate in una ciotola e aggiungete l’uovo, un pizzico di sale e la farina (un cucchiaio alla volta); a seguire la cipolla e salsiccia, la verza, unite una manciata di grana e amalgamate per bene. Il composto deve essere lavorabile e stare insieme. Trasferite in frigorifero e lasciate riposare per circa un'ora. Trascorso questo tempo, portate a bollore abbondante acqua leggermente salata (tenete in considerazione la sapidità della salsiccia); aiutandovi con due cucchiai, formate gli gnocchi come fossero delle grosse quenelles. Passate le quenelles nella farina e pressatele delicatamente con le mani. Tuffate le cajettes nell'acqua bollente, facendo attenzione a non farla bollire troppo altrimenti rischierebbero di sfaldarsi. Appena saliranno a galla, fatele cuocere per circa 30 minuti facendo sempre sobbollire l’acqua. Raccogliete in un tegamino un noce di burro, il grana grattugiato restante e qualche cucchiaio di acqua di cottura; mettete sul fuoco e fate sciogliere fino a ottenere una cremina. Scolate le cajettes, sistematele in una pirofila e irrorate con il condimento. Poi passatele in forno per qualche minuto per farle dorare. Oppure potete farle saltare in padella. Servite con una bella grattugiata di Toma locale. Conservazione: le cajettes cotte e condite si conservano in frigorifero, all'interno di un apposito contenitore ermetico, per massimo 1-2 giorni. Al momento del consumo, passateli in forno a scaldare oppure fateli saltare in padella per qualche minuto.
INGREDIENTI
ISTRUZIONI
NOTE

Liguria: Trofie alla marinara
Lombardia: Foiade Bergamasche di mais al ragù
Trentino-Alto Adige: Rufioi (ravioli mocheni)
Veneto: La pasta in Veneto: formati tradizionali e curiosità
Friuli Venezia Giulia: Blecs al burro e timo
Emilia-Romagna: I curzoli con sugo allo scalogno di Romagna
Toscana. Maccheroni o maccaroni della Garfagnana al granturco formenton ottofile rosso
Marche: Maccheroncini di Campofilone autunnali
Umbria: La pasta umbra: formati tipici e ricette della tradizione
Lazio: Fini Fini ciociari al pomodoro e basilico
Abruzzo: Cavatelli con zucca, guanciale e pecorino
Molise: Cavatelli cozze e pomodorini
Campania: Schiaffoni di semola di grano duro dell’Irpinia con sughetto di baccalà, olive e pomodorini
Puglia: Sagne ‘ncannulate con vongole veraci
Basilicata: Trittico lucano
Calabria: Variazione di fileja
Sicilia: Spaccatelle con Zucchine Tonno e Limone
Sardegna: Su Filindeu
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10 comments
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[…] Piemonte: Cajettes piemontesi […]
Che buone le vostre cajattes Ilaria, le ho assaggiate in Piemonte e le ricordo ancora come una roba golosissima! Grazie per la ricetta 🙂
Grazie per questa splendida ricetta che non conoscevo!!!
Non avevo mai sentito parlare di queste cajettes, devono essere buonissime, in foto fanno una gola…
Neanch’io avevo mai sentito parlare di questo tipo di pasta. Praticamente è come uno gnoccone, però preparato con le patate crude…Che meraviglia Ilaria!
Baci,
Mary
Carino il nome, ma l’aspetto è meglio! Un bel piatto, un abbraccio
mai sentite, eppure sembrano molto gustose! Dei simil-gnocchi da tener presente! Grazie di avere condiviso la ricetta!
Ricetta straordinaria che non conoscevo. Questa la dovrò provare ma senza uova, secondo te verrà bene lo stesso?
Non conoscevo assolutamente le cajattes sono molto interessanti e trasmettono proprio la semplicità dei piatti genuini di casa
grazie per aver condiviso tale delizia
Ciao Manu